Jean-Pierre e Luc Dardenne: un cinema che danza

Maria Federica Gesù

Abstract


Il movimento dei corpi spicca, pulsa, nell'opera dei fratelli Dardenne: la visione attenta di film, come Rosetta (1999), Le Fils (2002), L'Enfant (2005), Le Silence de Lorna (2008), Le Gamin au vélo (2011), e l'analisi di documenti molteplici, in primo luogo il diario di Luc Dardenne, che copre il periodo 1991-2005, inoltre interviste a registi, tecnici, attori, e scritti di critici cinematografici, ne conferma e sottolinea la centralità. Dunque, il movimento umano, nella sua complessità, matrice e, insieme, chiave di lettura dell'opera d'arte, nello specifico, dell'opera filmica. Di più, il movimento umano, unica via al mistero dell'ineffabile, e all'incontro fecondo.


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DOI: 10.6092/issn.2036-1599/3274

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