Essere presenti al corpo. Un’analisi dell’insegnamento di Simona Bertozzi

Carolina Bergonzoni

Abstract


È l’essere presenti del danzatore ciò che trasforma un movimento in danza?
Seguendo la fenomenologia del filosofo francese Maurice Merleau-Ponty e gli studi della filosofa Maxine Sheets-Johnstone, in quest’articolo presenterò un’analisi fenomenologica del concetto di presenza, prendendo come spunto la mia esperienza come allieva della coreografa e danzatrice Simona Bertozzi.
La nozione di presenza qui proposta prende in considerazione tre aspetti: la consapevolezza cin-estetica, l’intenzionalità corporea e la memoria cinestetica. Sviluppando questi concetti, mostrerò come per il danzatore l’essere presente è un processo attivo, non legato all’idea di “presenza scenica”. Nella pratica pedagogica di Simona Bertozzi pratica e teoria si fondono: grazie a ciò, ho imparato ad essere presente al mio corpo e alla mia danza nell’istante in cui quest’ultima avviene.

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DOI: 10.6092/issn.2036-1599/6626

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