Notturno di "Café Müller". Una lettura

Roberto Fratini Serafide

Abstract


Il saggio analizza le fraseologie, gli obiettivi poetici e le strutture semantiche di Café Müller (1978) di Pina Bausch, sottolineando i suoi molteplici vincoli con le forme di anacronismo culturale sviluppatesi in ambito tedesco tra gli anni ’60 e ’70 a partire dalla memoria del secondo conflitto mondiale e discutendo le forme, anch’esse metacroniche, del suo dialogo con la tradizione dell’Ausdruckstanz d’anteguerra. Allo stesso tempo, analizzando alcuni procedimenti come la ripetizione, la desincronizzazione, l’allegoria, rintraccia i motivi pratici e filosofici della “paradigmaticità” di Café Müller non solo come capolavoro del Tanztheater, ma come modello esemplare e fonte di modi di significazione e procedimenti di assemblaggio semantico ereditati dalla “drammaturgia silenziosa” degli ultimi decenni.

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DOI: 10.6092/issn.2036-1599/8714

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