Pratiche del classico: Paolo Fabbri e la danza italiana negli anni Trenta

Giulia Taddeo

Abstract


Critico e organizzatore di spettacoli di danza, Paolo Fabbri compie un breve ma intenso percorso nel panorama coreico italiano del tempo fascista. Operando sostanzialmente al principio degli Anni Trenta, Fabbri propone, tanto sulla carta stampata quanto sulla scena, una via alla danza del proprio tempo fondata sul recupero e sul ripensamento della danza classica di tradizione italiana. L’articolo vuole porre in luce alcuni snodi essenziali del suo lavoro, quali le fonti di ispirazione (specie quella rappresentata dal critico André Levinson), le caratteristiche del metodo e del linguaggio critico, le scelte condotte in termini di ideazione e realizzazione di eventi spettacolari.


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DOI: 10.6092/issn.2036-1599/7673

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